Papa Francesco riceve i veterocattolici, separati da Roma dal 1870

Incontro ecumenico questa mattina per Papa Francesco che ha ricevuto un gruppo di vescovi veterocattolici dell’ Unione di Utrecht. Il Papa ha ricordato il lavoro della commissione di dialogo che “svolge un ruolo significativo nella ricerca di una crescente fedeltà alla preghiera del Signore”.

Ma ha ricordato anche che “le questioni ecclesiologiche e teologiche che hanno accompagnato la nostra separazione sono ora più difficili da superare a causa della nostra crescente distanza su temi attinenti al ministero ed al discernimento etico.”

La sfida è perseverare nel dialogo, “nella nostra separazione vi sono stati, da entrambe le parti, gravi peccati e mancanze umane. In uno spirito di reciproco perdono e di umile pentimento, abbiamo bisogno adesso di rafforzare il nostro desiderio di riconciliazione e di pace.”

Occorre seguire i suggerimenti dello Spirito, ha detto il Papa ed ha aggiunto: “nel cuore dell’Europa, così confusa sulla propria identità e sulla propria vocazione, vi sono molte aree in cui cattolici e veterocattolici possono collaborare, tentando di rispondere alla profonda crisi spirituale che colpisce individui e società. C’è sete di Dio. C’è un profondo desiderio di riscoprire il senso della vita. E c’è un urgente bisogno di una testimonianza credibile delle verità e dei valori del Vangelo. In questo, possiamo sostenerci ed incoraggiarci reciprocamente, soprattutto a livello di parrocchie e di comunità locali.”

Conversione del cuore e santità di vita sono i mezzi per raggiungere la vera unità. E il Papa ha concluso: “Sono consapevole del fatto che il «santo proposito di riconciliare tutti i cristiani nell’unità della Chiesa di Cristo, una e unica, supera le forze e le doti umane» (Ibid., 24). La nostra speranza risiede nella preghiera di Cristo stesso per la Chiesa. Addentriamoci allora ancora più profondamente in questa preghiera, di modo che i nostri sforzi siano sempre sostenuti e guidati dalla grazia divina.”

I veterocattolici sono diffusi nelle aree di lingua germanica, ma anche in alcuni paesi dell’ est. Entrando in una chiesa veterocattolica è difficile capire le differenze con i cattolici e questo trae in inganno molti fedeli in Germania e in Svizzera. Ma di fatto le differenze sono profonde. La separazione da Roma avvenne nel 1870 dopo il Concilio Vaticano I sul tema della infallibilità papale, e con il rifiuto del riconoscimento del vescovo nominato dal Papa. Per i veterocattolici non esiste quindi la strada che la Chiesa cattolica ha percorso con il Concilio Vaticano II. Profonde, come ha ricordato Papa Francesco, le differenze a cominciare dall’ ordinazione femminile.

Nel suo saluto, l’arcivescovo di Utrecht e presidente della Conferenza Internazionale dei vescovi veterocattolici dell’Unione, Joris Vercammen, ha ricordato che si tratta del primo  ha sottolineato come siano migliorati i rapporti con la Chiesa cattolica nonostante le importanti questioni che ancora dividono: “Nella Dichiarazione di Utrecht, firmata 125 anni fa, continuiamo a riconoscere la posizione unica del Vescovo di Roma, il Papa, all’interno di tutta la Chiesa. Nella ecclesiologia veteroccattolica da allora, si è cercato di esplorare come questo ufficio possa svolgere il primato per le Chiese di tutto il mondo, come segno personale dell’unità che le Chiese locali condividono. Nella nostra ecclesiologia sottolineiamo il fatto che l’ufficio del Vescovo di Roma non ha una giurisdizione universale. Al contrario, riteniamo che il Vescovo di Roma, come primus inter pares, possa avere un’autorità morale più alta se inserita all’interno della sinodalità dei vescovi, che rappresentano le Chiese cattoliche locali”.

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