Il grazie di Papa Francesco per il dono del pontificato di Benedetto XVI

Semplice e ricca di significato questa mattina in Vaticano la visita di Papa Francesco alla Pontificia Accademia delle scienze. Occasione la plenaria dell’Accademia dedicata quest’anno all’ Evoluzione del concetto di Natura. Di speciale però c’è stato un piccolo ma interessante evento: il Papa ha inaugurato il busto di Benedetto XVI che da oggi è all’ingresso della Casina Pio IV per espressa volontà del Cancelliere Marcelo Sánchez Sorondo. Un’opera di Fernando Delia che, grazie all’intervento di Alida e Mauro Tua, ha voluto regalare la sua opera per dire grazie a Papa Benedetto. Una “gioiosa emozione” che ha coinvolto anche Papa Francesco al momento dello svelamento. E ha spiegato lui stesso perchè nel saluto agli accademici riuniti nella grande aula quadrata dove si svolge la plenaria. Il busto è una occasione per ripensare all’importanza dei  “ suoi insegnamenti, dei suoi esempi, delle sue opere, della sua devozione alla Chiesa, della sua attuale vita “monastica”. Questo spirito, lungi dallo sgretolarsi con l’andare del tempo, apparirà di generazione in generazione sempre più grande e potente. Benedetto XVI: un grande Papa.”

Un vero elogio quelli di Francesco, non solo per la intelligenza di Benedetto XVI, ma anche “per il suo amore nei confronti della Chiesa e degli esseri umani, grande per la sua virtù e la sua religiosità.” Un amore che si apre alle scienze e che “si riversa nella sollecitudine per gli scienziati, senza distinzione di razza, nazionalità, civiltà, religione; sollecitudine per l’Accademia, da quando san Giovanni Paolo II lo nominò membro.”

Papa Francesco ha voluto ricordare che è stato proprio Benedetto XVI ad invitare “per la prima volta, un Presidente di questa Accademia a partecipare al Sinodo sulla nuova evangelizzazione, consapevole dell’importanza della scienza nella cultura moderna.”

La scienza ha dilatato il suo amore nei confronti di Dio e del prossimo, ha ricordato il Papa, ed ha concluso: “Ringraziamo Dio per il dono che ha fatto alla Chiesa e al mondo con l’esistenza e il pontificato di Papa Benedetto.”B08KgVcCAAIvIzJ

La riflessione del Papa è poi andata al tema della Plenaria, la evoluzione del concetto di natura: “Dio e Cristo camminano con noi e sono presenti anche nella natura, come ha affermato l’apostolo Paolo nel discorso all’Areopago”. La creazione non è frutto di un colpo di bacchetta magica: “ Egli ha creato gli esseri e li ha lasciati sviluppare secondo le leggi interne che Lui ha dato ad ognuno, perché si sviluppassero, perché arrivassero alla propria pienezza. Egli ha dato l’autonomia agli esseri dell’universo al tempo stesso in cui ha assicurato loro la sua presenza continua, dando l’essere ad ogni realtà. E così la creazione è andata avanti per secoli e secoli, millenni e millenni finché è diventata quella che conosciamo oggi, proprio perché Dio non è un demiurgo o un mago, ma il Creatore che dà l’essere a tutti gli enti.”

E poi c’è l’uomo al quale Dio ha dato un’altra autonomia “un’autonomia diversa da quella della natura, che è la libertà.” E, prosegue il Papa “allo scienziato, e soprattutto allo scienziato cristiano, corrisponde l’atteggiamento di interrogarsi sull’avvenire dell’umanità e della terra, e, da essere libero e responsabile, di concorrere a prepararlo, a preservarlo, a eliminarne i rischi dell’ambiente sia naturale che umano. Ma, allo stesso tempo, lo scienziato dev’essere mosso dalla fiducia che la natura nasconda, nei suoi meccanismi evolutivi, delle potenzialità che spetta all’intelligenza e alla libertà scoprire e attuare per arrivare allo sviluppo che è nel disegno del Creatore.”

Lo scopo è quindi di costruire “un mondo umano per tutti gli esseri umani e non per un gruppo o una classe di privilegiati.”  Il rischio è che la libertà, dice il Papa, che diventa una errata autonomia, “distrugge il creato e l’uomo prende il posto del Creatore. E questo è il grave peccato contro Dio Creatore.” L’incoraggiamento del Papa è “a realizzare le felici iniziative teoriche e pratiche a favore degli esseri umani che vi fanno onore.”

Al termine del suo discorso il Papa ha consegnato il collare dell’Accademia a due dei nuovi membri  ed ha salutato alcuni dei presenti.  Ad accompagnare il Papa anche il Prefetto della Casa Pontificia e segretario del Papa emerito monsignor Georg Gänswein.

Affollatissima l’aula anche per la presenza di alcuni diplomatici e dei cardinali Lajolo, Farina, Cottier e Sodano, anche se la visita ha avuto il tono della familiarità. L’incontro è durato circa un’ora poi il Papa, che non ha mai lasciato il cappotto, ha lasciato la Casina a bordo della Focus per recarsi al Palazzo apostolico e proseguire le udienze della mattina.

  

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