Con l’Assemblea dei sacerdoti focolarini si è aperta una nuova pagina

Tempo di bilanci e di nuove prospettive per il Movimento dei Focolari. Dopo l’Assemblea generale tenutasi nel settembre scorso, il 17 ottobre si è conclusa quella della branca dei sacerdoti e diaconi diocesani focolarini: 90 partecipanti di 30 Paesi, a rappresentare i circa 800 membri di questa diramazione componenti 140 focolari sacerdotali.

Dopo un bilancio sugli ultimi 6 anni, si è gettato lo sguardo sulle priorità per il futuro. Chiaro il riferimento agli orientamenti scaturiti dall’Assemblea generale, sintetizzati in tre parole chiave: in uscita, insieme, opportunamente preparati. Da questa prospettiva si è riflettuto sulla vita e l’operare dei sacerdoti e diaconi diocesani focolarini: esercizio del ministero pastorale; irradiazione della spiritualità di comunione nella Chiesa; rapporto con le nuove generazioni e con gli anziani e ammalati; comunione vitale con le altre componenti del Movimento dei Focolari quale “popolo” accomunato dalla spiritualità dell’unità; impegni specifici dei sacerdoti e diaconi focolarini quale garanzia di una profonda condivisione nei focolari sacerdotali anche quando, per le circostanze, non sono a vita comune; formazione spirituale, pastorale e culturale.

Un invito ad approfondire l’incarnazione pastorale, il rinnovamento delle strutture ecclesiastiche e il rinnovamento teologico, è venuto all’Assemblea in particolare dal copresidente dei Focolari Jesús Morán. «Questi elementi», ha precisato, «fanno parte della mission dei focolari sacerdotali e hanno a che fare con l’impegno di vivere il sacerdozio ministeriale non solo alla luce del profilo petrino, ma anche del profilo mariano della Chiesa», prospettiva del sacerdozio che emerge dal carisma dell’unità, ma «che ha bisogno di essere fondata anche teologicamente». E ha aggiunto: «Il Papa dovrebbe trovare in voi quel tipo di sacerdote col quale sta pensando la Chiesa in modo nuovo».

Nel suo intervento conclusivo, la presidente Maria Voce ha focalizzato l’attenzione sulla particolare vocazione dei presenti «ad essere focolarini e quindi portatori del carisma», con la responsabilità di tenere accesa la fiamma dell’amore reciproco, alla quale quanti sono avvicinati possano attingere per diventarne a loro volta portatori. Parole che hanno la forza di una consegna: «Abbiamo guardato a tante sfide, domande, problematiche, esigenze», ma a tutto questo «la prima risposta è la vita; la soluzione non la si trova a tavolino. Puntiamo alla vita prima che alle parole, prima che alle strutture, prima che all’organizzazione: che la vita sia sempre in cima ai nostri pensieri!». La presidente ha poi concluso: «Siamo chiamati non a dare risposte ma a far sì che la nostra vita sia una risposta».

Le votazioni per l’elezione del delegato centrale hanno indicato un passaggio di consegne, orientando la scelta su Antonio Bacelar, sacerdote del Portogallo, che ha pronunciato il suo «accetto, con la grazia di Dio, pronto a dare la vita per ciascuno di voi». Un momento non esente da emozione. Nato nel 1960 a Paredes de Coura (Portogallo), è cresciuto a Porto. A 15 anni conosce in seminario lo spirito dei Focolari. Ordinato sacerdote nell’86, ricopre nel tempo diversi incarichi. Attualmente è responsabile della pastorale universitaria e giovanile diocesana. Ha il baccalaureato e la licenza in teologia.

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