Il papa a San Marino: il benessere rischia di far dimenticare i valori e disorienta i giovani

E’ l’incontro con i giovani a Pennabilli quello che sigla la visita del papa nella diocesi di San Marino-Montefeltro. Quei giovani che, dice il vescovo Negri, ”sono il punto piu’ debole della nostra Chiesa e della societa’; sono vittime di operazioni o di manipolazioni condotte su di loro dalla cattiva cultura e dai cattivi maestri, che hanno dominato nell’ultimo secolo e mezzo la vita della nostra societa’ e delle nostre istituzioni”. Più di 4mila si sono riuniti davanti alla Cattedrale. Il papa ha ascoltato le loro domande, i loro dubbi, poi ha indicatoil percorso. “I grandi interrogativi che portiamo dentro di noi: ‘chi siamo?’, ‘da dove veniamo?’, ‘per chi viviamo?’, sono il segno piu’ alto della trascendenza dell’essere umano e della capacita’ che abbiamo di non fermarci alla superficie delle cose”.

Benedetto XVI ha messo in guardia dal pericolo delle “risposte parziali, immediate, certamente più facili e più comode, che possono dare qualche momento di felicità, di esaltazione, di ebbrezza, ma che non vi portano alla vera gioia di vivere, quella che nasce da chi costruisce non sulla sabbia, ma sulla solida roccia. Imparate allora a riflettere, a leggere in modo non superficiale, ma in profondità la vostra esperienza umana: scoprirete, con meraviglia e con gioia, che il vostro cuore è una finestra aperta sull’infinito!”

Una dimensione verticale e non solo orizzontale. Parole che suonano singolarmente forti in una terra che da tutto il mondo è considerata la patria del divertimento e dell’effimero: la Riviera Romagnola.
Il papa parla dell’Amore di Gesù che ci chiede di seguirlo, e dice ai ragazzi: “Non temete di affrontare le situazioni difficili, i momenti di crisi, le prove della vita, perché il Signore è con voi! Vi incoraggio a crescere nell’amicizia con Lui attraverso la lettura frequente del Vangelo e di tutta la Sacra Scrittura, la partecipazione fedele all’Eucaristia, l’impegno all’interno della comunità ecclesiale, il cammino con una valida guida spirituale. Trasformati dallo Spirito Santo potrete sperimentare l’autentica libertà, che è tale quando è orientata al bene.”

Poco prima nella Sala del Consiglio dei XII il papa era stato ricevuto ufficialmente dai capitani reggenti in carica, Maria Luisa Berti e Filippo Tamagnini, due giovani imprenditori sammarinesi che hanno avuto un colloquio privato con Benedetto XVI. Poi i discorsi ufficiali e lo scambio dei doni.
Il Papa, al suo arrivo alle 16:45, in una cornice di sole e vento, era stato salutato da una salva di 21 colpi di cannone, come prevede il protocollo per i Capi di Stato.
”La Reggenza e’ consapevole -hanno detto i capitani- di avere oggi un grande privilegio: quello di rivolgersi al Sommo Pontefice della Chiesa cattolica, rappresentando questa antica Repubblica, ricordandone le origini e i profondi legami con la cultura del Cristianesimo, ma non puo’ esimersi dall’affrontare anche una breve riflessione sul particolare, delicato, forse il piu’ difficile, momento storico che San Marino sta vivendo. Un momento – ha aggiunto – certamente caratterizzato dalla profonda e perdurante crisi economica globale, dall’intenso e convinto lavoro di adeguamento alle nuove regole internazionali, che le istituzioni e il governo della Repubblica hanno attuato, ma anche da alcune incomprensioni, auspichiamo di tempestiva soluzione per la ripresa della nostra sana economia, con la grande Nazione Italiana, che la Repubblica del Titano ha sempre guardato con sincera amicizia e rispetto, e confidiamo cosi’ possa altrettanto dimostrarsi da parte italiana”.

Il papa da parte sua ha parlato di sana laicità  che deve però fondarsi sulle radici cristiane millenarie della piccola repubblica.
Ripercorrendo la storia recente di San Marino il papa ha ricordato come dopo le difficoltà del dopoguerra sia arrivato un benessere che ha portato ad uno “smarrimento del sesnso cristiano della vita e dei valori fondamentali”  Ma le energie positive ci sono, e in particolari i giovani devono essere sostenuti nella educazione  perché rischiano situazioni di auto-emarginazione e schiavitù dalle dipendenze. Per questo, ha detto il papa, “è importante  riconoscere che la famiglia, così come Dio l’ha costituita, è il principale soggetto che può favorire una crescita armoniosa e far maturare persone libere e responsabili, formate ai valori profondi e perenni.”
Un pensiero anche i lavoratori “frontalieri” e alla responsabilità delle istituzioni per sostenere la famiglia e i diritti fondamentali dell’uomo, la vita dal concepimento fino al suo spegnersi naturale, e l’ amore per la libertà che vanta radici cristiane.

Prima di lasciare San Marino per recarsi a Pennabilli il papa si è fermato nella Basilica che custodisce le reliquie del santo fondatore. Dopo un breve sosta in elicottero Benedetto si è recato in Piazza Vittorio Emanuele accolto dai canti dei giovani.
Verso le 20.00 il papa è ripartito alla volta di Roma.

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