Il papa chiede alla famiglie croate il coraggio della testimonianza cristiana

Ci sono migliaia di famiglie cattoliche all’Ippodromo di Zagabria ad ascoltare il papa.
E a loro Benedetto XVI parla della missionarietà della Chiesa che va vissuta perfino in famiglia.
Nella vasta spianata, sotto il sole estivo,  le famiglie della Croazia hanno portato affetto ed entusiasmo, ma anche i tanti problemi che le assillano, come nel resto dell’Europa.
La famiglia, spiega il papa riflettendo sulla liturgia della VII domenica di Pasqua, dopo la solennità dell’Ascensione  “deve affrontare difficoltà e minacce, e quindi ha particolare bisogno di essere evangelizzata e sostenuta” e “le famiglie cristiane sono una risorsa decisiva per l’educazione alla fede, per l’edificazione della Chiesa come comunione e per la sua presenza missionaria nelle più diverse situazioni di vita.”

Sul grande palco bianco decorato di fiori gialli, il Vangelo è stato proclamato anche in paleoslavo, la antica lingua croata che usava l’ alfabeto glagolitico fissato Cirillo e Metodio. Per secoli è stata la lingua liturgica ufficiale.
Nella omelia il papa ha letto alcune parti in croato. “ Care famiglie siate coraggiose!” Ha detto “Nella società odierna, aveva spiegato, è più che mai necessaria e urgente la presenza di famiglie cristiane esemplari. Purtroppo dobbiamo constatare, specialmente in Europa, il diffondersi di una secolarizzazione che porta all’emarginazione di Dio dalla vita e ad una crescente disgregazione della famiglia. Si assolutizza una libertà senza impegno per la verità, e si coltiva come ideale il benessere individuale attraverso il consumo di beni materiali ed esperienze effimere, trascurando la qualità delle relazioni con le persone e i valori umani più profondi; si riduce l’amore a emozione sentimentale e a soddisfazione di pulsioni istintive, senza impegnarsi a costruire legami duraturi di appartenenza reciproca e senza apertura alla vita. Siamo chiamati a contrastare tale mentalità! Accanto alla parola della Chiesa, è molto importante la testimonianza e l’impegno delle famiglie cristiane, la vostra testimonianza concreta, specie per affermare l’intangibilità della vita umana dal concepimento fino al suo termine naturale, il valore unico e insostituibile della famiglia fondata sul matrimonio e la necessità di provvedimenti legislativi che sostengano le famiglie nel compito di generare ed educare i figli.”
 

 

Il papa ha sottolineato la bellezza dell’ impegno definitivo che si trova solo nel matrimonio: “Non cedete a quella mentalità secolarizzata che propone la convivenza come preparatoria, o addirittura sostitutiva del matrimonio! Mostrate con la vostra testimonianza di vita che è possibile amare, come Cristo, senza riserve, che non bisogna aver timore di impegnarsi per un’altra persona!
Care famiglie, gioite per la paternità e la maternità! L’apertura alla vita è segno di apertura al futuro, di fiducia nel futuro, così come il rispetto della morale naturale libera la persona, anziché mortificarla! Il bene della famiglia è anche il bene della Chiesa.”
Al termine della liturgia il papa ha guidato la preghiera del Regina Coeli salutando i presenti in sloveno, serbo, macedone, ungherese, albanese, tedesco e croato. In Italiano il papa ha affidato le famiglie croate a Maria venerata nel santuario di Marija Bistrica, e in spagnolo ha ricordato la beatificazione che si è celebrata oggi  del vescovo Juan de Palafox y Mendoza.

La celebrazione della festa delle famiglie conclude  un lungo cammino catechistico in tutte le diocesi della Croazia, ed è il centro della visita del Santo Padre. La famiglia cattolica croata è una delle realtà ecclesiali più belle e promettenti del cattolicesimo in Croazia: molte sono le virtù e i pregi di queste famiglie, ma sono molti anche le realtà che insidiano questa solida colonna della società croata anche perché, troppo spesso, le famiglie cattoliche croate – la stragrande maggioranza della nazione – non hanno voce.

Nel logo scelto dai vescovi si è cercato di rendere visibili molti aspetti della realtà familiare croata. In primo luogo, con la Croce sullo sfondo si desidera sottolineare il fondamento ultimo e perenne del nucleo familiare, Cristo. La famiglia stessa, rappresentata con la stilizzazione di un focolare composto dai tre figli, il padre e la madre, incinta, è sorretta solidamente dalle mani che si aprono come delle fiamme a simboleggiare l’amore di Dio, del quale ogni famiglia è un’espressione imperitura. I colori vaticani, bianco e giallo, contrastano con il rosso dei quattro piccoli quadrati, i quali oltre ad evocare quelli caratteristici della bandiera nazionale croata vogliono rappresentare i principali momenti della visita del Santo Padre: l’incontro con il mondo della cultura e delle scienze, con i giovani, con famiglie e, infine con il clero, i religiosi, le religiose e i seminaristi. D’altra parte, i 4 quadrati coincidono con le 4 visite del successore di Pietro (le 3 del beato Giovanni Paolo II e quest’ultima di Benedetto XVI).

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