Ad Auschwitz incontro tra giovani ucraini e russi

Un abbraccio tra giovani ucraini e russi nella giornata conclusiva del IV Incontro Internazionale, ‘Giovani europei per un mondo senza violenza’, ha espresso in maniera eloquente lo spirito e il messaggio del meeting di studenti universitari e delle scuole superiori dell’Europa centro-orientale promosso dalla Comunità di Sant’Egidio: “Da qui nasce una nuova speranza per un futuro di pace… Oggi purtroppo è raro che giovani dei nostri paesi si ritrovino insieme in uno spirito di pace. Se è stato possibile qui, lo può essere ovunque”.

Infatti una marcia silenziosa ha condotto i giovani provenienti da Russia e Ucraina, Polonia, Ungheria, Cechia, Slovacchia, Romania, Georgia e Italia, dalla porta di accesso del campo fino al monumento presso i forni crematori, lungo i binari della ferrovia su cui arrivavano i treni con i deportati. Due corone di fiori sono state deposte da alcuni giovani in rappresentanza dei paesi di provenienza dei partecipanti all’Incontro. Una corona davanti alla lapide in memoria delle vittime ebree e l’altra davanti a quella in memoria delle vittime Rom e Sinti.

Ad Auschwitz, a 100 anni dall’inizio della prima guerra mondiale, sono state espresse solennemente una presa di distanza dalla guerra e una chiara scelta per la pace, come recita l’appello: “La guerra si vince solo con la pace. La pace si costruisce con audacia. Senza la pace non c’è più futuro, sia per chi vince sia per chi perde. Il nostro mondo ha perso ideali. Noi abbiamo un ideale per cui vivere: la pace è davvero il futuro per tutti!”.

Il giorno precedente erano state proprio una ragazza di Mosca e una di Kiev a leggere insieme prima in ucraino e poi in russo le frasi conclusive dell’appello lanciato dai mille giovani in una toccante cerimonia nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau. E domenica 5 ottobre la Comunità Ucraina di Firenze ha proposto una preghiera per la pace in Ucraina e nel mondo, celebrando l’Inno Akathistos alla Madre Dio presieduto dal card. Silvano Piovanelli.

Purtroppo, nonostante l’ultimo cessate il fuoco, raggiunto durante un incontro a Minsk in Bielorussia il 5 settembre scorso, la situazione in Ucraina di nuovo si sta aggravando, in particolare nella parte orientale dell’Ucraina, nelle regioni di Donetsk e Lugansk. Continuano le offensive dei separatisti filorussi nei pressi dell’importante e strategico porto di Mariupol nel sud-est dell’Ucraina.

Durante l’incontro di preghiera è stata letta una lettera sulla difficile situazione nel Paese, inviata da Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, Primate e Arcivescovo Maggiore della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina: “Negli ultimi nove mesi gli Ucraini stanno facendo un pellegrinaggio dalla paura, ereditata dal passato sovietico, alla libertà e dignità donateci da Dio. Dopo essere stati traumatizzati dalle due guerre mondiali del secolo XX, dal totalitarismo fascista e comunista nonché dal genocidio, ora il nostro popolo sta cercando una società giusta e un futuro democratico europeo…

E’ grande il dolore della Chiesa madre in Ucraina, che sta soffrendo insieme ai suoi figli! Tra gli orrori della guerra, le piccole comunità dei greco-cattolici ucraini e di cattolici latini sperimentano l’oppressione sui territori controllati dai ‘separatisti’… La tragedia che l’Ucraina sta vivendo oggi, a causa dell’aggressione militare, è una tragedia per tutti i popoli, i credenti di tutte le religioni e di tutti i gruppi sociali. Edifici, chiese e monasteri di tutti i gruppi etnici e religiosi sono stati danneggiati o distrutti. Il clero di tutte le fedi che presta il suo ministero pastorale ha sofferto, e alcuni di loro hanno rischiato la propria vita.

L’Ucraina ha bisogno del sostegno efficace da parte della comunità cattolica internazionale e cristiana e il sostegno di tutte le persone di buona volontà. In un contesto multimediale pieno di propaganda, vi chiediamo di valutare le informazioni in modo critico. Abbiamo bisogno della vostra preghiera, del vostro discernimento, di vostre buone parole e azioni efficaci”.

Intanto una decina di parrocchie della Chiesa ortodossa ucraina-Patriarcato di Mosca in diverse regioni del Paese sono passate al Patriarcato di Kiev, mentre altre hanno intenzione di chiedere il cambio. Come riferisce il sito ‘Religione in Ucraina’, la tendenza si spiega con la riluttanza del clero e dei fedeli a prestare obbedienza al Patriarcato di Mosca, il quale giustifica la politica aggressiva del Cremlino nei confronti dell’Ucraina, in particolare in Crimea e nell’Est.

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