Il papa a Venezia: testimoniate con gioia il Risorto senza cedere all’ edonismo

C’è l’oro dei mosaici della basilica di San Marco sul palco dove il papa celebra la messa. C’è il grande cuore della gente veneta ad accogliere Benedetto XVI che viene a “rifondare” la fede delle Venezie. 300 mila i fedeli al Parco San Giuliano a Mestre. Alcuni sono venuti in bicicletta, altri hanno marciato per 70 chilometri a piedi, tutti presenti per ascoltare le parole di Pietro. Parole di gioia e speranza, perché, dice il papa, la “conversione cristiana è anche e soprattutto fonte di gioia, di speranza e di amore. Essa è sempre opera di Cristo risorto, Signore della vita, che ci ha ottenuto questa grazia per mezzo della sua passione e ce la comunica in forza della sua risurrezione.”


La liturgia, solenne e semplice, è quella della terza domenica di Pasqua. Il Vangelo racconta dei discepoli che incontrano il Risorto ad Emmaus. Il papa parte dallo slancio missionario della Chiesa Madre di Aquileia per  ricordare al Nord- est che “occorre rendere conto della speranza cristiana all’uomo moderno, sopraffatto non di rado da vaste ed inquietanti problematiche che pongono in crisi i fondamenti stessi del suo essere e del suo agire.”

Non serve e non basta una adesione superficiale a Cristo, un cristianesimo sociale o culturale. Se non si crede nella presenza viva del Signore si resta delusi davanti alla sofferenza, al dolore, alle ingiustizie. I discepoli di Emmaus si sentono delusi, abbandonati, ma si lasciano istruire da Gesù, dalla Parola di Dio, siedono a mensa con lui. Ecco quello che deve fare il cristiano, come spiega Benedetto XVI:“Rimanere con Gesù che è rimasto con noi, assimilare il suo stile di vita donata, scegliere con lui la logica della comunione tra di noi, della solidarietà e della condivisione. L’Eucaristia è la massima espressione del dono che Gesù fa di se stesso ed è un invito costante a vivere la nostra esistenza nella logica eucaristica, come un dono a Dio e agli altri.”
E’ lo sforzo che deve compiere ogni cristiano, al Nord-est ed in ogni parte del mondo, testimoniare la morte e la risurrezione di Cristo.

Ma anche dove la tradizione cristiana è forte si rischia di “assimilare quasi inconsciamente, i contraccolpi di una cultura che finisce per insinuare un modo di pensare nel quale viene apertamente rifiutato, o nascostamente ostacolato, il messaggio evangelico.”  E il papa incoraggia i cristiani “a non cedere mai alle ricorrenti tentazioni della cultura edonistica ed ai richiami del consumismo materialista.” Un invito ad essere santi mettendo al centro della vita Cristo.

Una centralità che lega da secoli culture e popoli pur tanto diversi “Le Chiese generate da Aquileia sono chiamate oggi a rinsaldare quell’antica unità spirituale, in particolare alla luce del fenomeno dell’immigrazione e delle nuove circostanze geopolitiche in atto. La fede cristiana può sicuramente contribuire alla concretezza di un tale programma, che interessa l’armonico ed integrale sviluppo dell’uomo e della società in cui egli vive.”
E’ ai santi e ai beati delle Venezie che il papa affida il Nord-est: Pio X, Giovanni XXIII, Giuseppe Toniolo: “seguite i loro esempi e i loro insegnamenti, coniugandoli con le esigenze attuali.”
Terminata la liturgia eucaristica per la quale il papa ha usato calici e patena di vetro di Murano, ancora una riflessione prima della preghiera del Ragina Coeli. Il papa ha ricordato le tante  associazioni, i laici i religiosi che operano nelle diocesi del Triveneto e pregato perché Maria “sostenga anche oggi le fatiche apostoliche dei Sacerdoti; renda feconda la testimonianza dei Religiosi e delle Religiose; animi la quotidiana opera dei genitori nella prima trasmissione della fede ai loro figli; illumini la strada dei giovani perché camminino fiduciosi sulla via tracciata dalla fede dei padri; colmi di ferma speranza i cuori degli anziani; conforti con la sua vicinanza gli ammalati e tutti i sofferenti; rafforzi l’opera dei numerosi laici che collaborano attivamente alla nuova evangelizzazione, nelle Parrocchie, nelle Associazioni, come l’Azione Cattolica, così radicata e presente in queste Terre, nei Movimenti, che, con la varietà dei loro carismi e della loro azione, sono un segno della ricchezza del tessuto ecclesiale – penso a realtà come il Movimento dei Focolari, Comunione e Liberazione o il Cammino Neocatecumenale, per citarne solo alcune.”

Nel pomeriggio il papa  presiederà la terza Assemblea ecclesiale del Patriarcato di Venezia indetta per la chiusura della Visita pastorale del Patriarca, all’esterno della basilica riceverà il  saluto dei fedeli e degli abitanti della città, poi  si recherà presso la Piazzetta di S. Marco per il successivo trasferimento al complesso della Salute.

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