Anno A 26 esima Domenica del Tempo Ordinario

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«Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: «Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna». Ed egli rispose: «Non ne ho voglia». Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: «Sì, signore». Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli.

Fare la volontà del Padre è lo straordinario che ci fa figli autentici dell’unico Padre. Gesù, con questa parabola ci mette di fronte alla nostra responsabilità di figli a cui viene chiesto di lavorare nella sua vigna.

E’ il Padre che ci chiama ed è sempre Lui che ci manda dove c’è bisogno ma siamo noi, a dover andare per fare non la nostra ma la sua volontà.

Il Signore sta attento al nostro cuore, scruta il nostro comportamento, guarda le nostre azioni quotidiane.

Spesso, purtroppo, diciamo di “Si” con la bocca ma poi non compiamo le opere che il Padre ci ha chiesto di fare e siamo sepolcri imbiancati, musicisti che non sanno suonare, scatole vuote, cembali che risuonano melodie disarticolate. Siamo come quel secondo figlio che istintivamente risponde positivamente al Padre e alla sua chiamata e poi non fa ciò che gli è stato chiesto di fare diventando ipocrita e meschino, furbo da strapazzo, giocoliere d’inganni, illusionista di se stesso. Mentiamo al Signore e di nascosto lo tradiamo.

Quelli che, invece, pur vivendo lontani da Dio e, a volte, fanno una vita dissoluta si pentono e abbandonano la strada del male nascono a vita nuova. Questi riceveranno un posto nel regno di Dio e da ultimi saranno primi godendo della visione completa di Dio. Il male che hanno commesso prima della conversione sarà cancellato e saranno abbracciati dal Padre vivendo la gioia che non finisce mai.

Pentirsi dei propri errori, riconoscere le proprie colpe e lavarsi con le lacrime del dolore provocato è un passaggio necessario, una via indispensabile per avere la gioia della visione beatifica del Padre. Questo “mistero” della gioia e della via ritrovata si celebra proprio in questa domenica di fine settembre ridonando al cuore la speranza.

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