Il papa incontra gli artisti. La bellezza per dare speranza

Udienza d’eccezione per il Papa in Cappella Sistina, con 260 artisti di ogni genere e credo, ai quali ha rivolto un “amichevole e appassionato appello” a comunicare speranza al mondo, senza temere che la fede sminuisca il loro genio o la loro arte. All’invito, fortemente voluto da Benedetto XVI in continuità con la ‘Lettera agli artisti’ di papa Wojtyla e anche nella convinzione che solo la “vera bellezza” possa ridare speranza ad un mondo in crisi, hanno risposto in tanti, artisti anche molto diversi per carattere, storia, formazione e tipo di pubblico.

Da Nanni Moretti a Carla Fracci, da Raul Bova ad Arnaldo Pomodoro, dai Pooh a Krzystof Zanussi. Una trentina gli stranieri su un totale di 260. Troppo spesso – ha detto loro papa Ratzinger -la bellezza che viene propagandata “é illusoria e mendace, superficiale e abbagliante fino allo stordimento. Invece di far uscire gli uomini da sé e aprirli ad orizzonti di vera libertà attirandoli verso l’alto li imprigiona in se stessi e li rende ancor più schiavi, privi di speranza e gioia”. Una speranza messa oggi a dura prova “da fenomeni negativi a livello sociale ed economico”, ma non solo, e che solo arte e bellezza – afferma Benedetto XVI – possono restituire all’umanità. Il Papa ha sottolineato una crescente “sfiducia nelle relazioni umané”, che porta all’aumento di fenomeni “di rassegnazione, di aggressività, di disperazione”. La “vera bellezza”, al contrario – ha spiegato – può “comunicare all’uomo una salutare ‘scossa’, che lo fa uscire da se stesso, lo strappa alla rassegnazione, all’accomodamento del quotidiano”. Attenzione, però – ha avvertito – a riconoscerla, perché nel mondo di oggi – sostiene il Papa – si è diffusa “una seducente ma ipocrita bellezza, che ridesta la brama, la volontà di potere, di possesso, di sopraffazione sull’altro e che si trasforma, ben presto, nel suo contrario, assumendo i volti dell’oscenità, della trasgressione o della provocazione fine a se stessa”. “L’autentica bellezza, invece – ha concluso – schiude il cuore umano alla nostalgia, al desiderio profondo di conoscere, di amare, di andare verso l’Altro, verso l’Oltre da sé. Se accettiamo che la bellezza ci tocchi intimamente, ci ferisca, ci apra gli occhi, allora riscopriamo la gioia della visione, della capacità di cogliere il senso profondo del nostro esistere”.

Fonte: ANSA

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