Anglicanorum coetibus: porta aperta agli Anglicani.

Il Papa apre la porta ai gruppi di anglicani che hanno chiesto di tornare alla Chiesa cattolica ammettendo anche qualche deroga per sacerdoti e vescovi sposati, precisando pero’ con decisione che cio’ ”non significa in alcun modo un cambiamento nella disciplina della Chiesa per quanto riguarda il celibato sacerdotale”. Il chiarimento e’ giunto con la pubblicazione della Costituzione apostolica ”Anglicanorum coetibus”.

Annunciata 20 giorni fa, porta la data del 4 novembre e la firma di Benedetto XVI, accompagnata da una serie di note e spiegazioni in cui si ribadisce, fra l’altro, l’importanza del documento, che ”apre una nuova strada per la promozione dell’unita’ dei cristiani” e non compromettera’ in alcun modo il dialogo ecumenico con la Comunione anglicana. Quello del celibato ne costituisce in realta’ un dettaglio, anche se particolarmente delicato, tanto da richiedere ancora qualche passaggio, tra cui la fissazione di ”criteri oggettivi” in base ai quali il pontefice potra’ consentire ”caso per caso” a sacerdoti sposati gia’ anglicani di diventare preti cattolici, ma solo all’interno degli Ordinariati speciali creati ad hoc con la nuova Costituzione. E’ certo, comunque, che i sacerdoti sposati non potranno diventare vescovi, e che non potranno rientrare in piena comunione con Roma i sacerdoti ex cattolici passati alla chiesa anglicana dopo aver contratto matrimonio. Sono esclusi, poi, tutti gli ”irregolari”, conviventi o divorziati. Ma, soprattutto, il Papa ha ribadito che per nessun sacerdote cattolico saranno ammesse deroghe al celibato che resta, come dice il Concilio Vaticano II, ”segno e allo stesso tempo stimolo della carita’ pastorale” che ”annuncia in modo radioso il regno di Dio”. Del resto, la Costituzione – ha spiegato il portavoce della Santa Sede padre Lombardi – ”non e’ un’iniziativa che abbia avuto origine dalla Santa Sede”, ma ”una risposta generosa da parte del Santo Padre alla legittima aspirazione” di alcuni gruppi che ne hanno fatto richiesta, per i quali, tuttavia, la Chiesa cattolica non e’ disposta a mutare nulla al suo proprio interno, ne’ norme ne’ riti. Da qui la decisione di istituire gli Ordinariati personali, apposite strutture che consentiranno agli ex anglicani di conservare il proprio patrimonio culturale e liturgico senza entrare in rotta di collisione con la chiesa di Roma. Il ”santo desiderio” avanzato da interi gruppi di anglicani di tornare alla chiesa cattolica, soprattutto quelli piu’ tradizionalisti ostili alle ordinazioni di donne e gay, potra’ cosi’ essere realizzato, riparando la ”ferita” che ogni disunione rappresenta per la chiesa cattolica. Gli Ordinariati, comunque, pur nella loro autonomia, dovranno rispondere a precise regole, armonizzare la propria attivita’ con le Conferenze episcopali del territorio e rispondere alla Congregazione per la Dottrina della Fede e agli altri dicasteri romani. La nomina degli Ordinari spettera’ al Papa. La Chiesa non muta, dunque, la sua sostanza, pur senza negare il benvenuto a chi vi si voglia unire. Una decisione, quella sugli anglicani, in cui ”non possiamo non vedere riflessa – ha sottolineato oggi il presidente della Cei, card.Angelo Bagnasco – l’impronta dell’attuale pontefice, indomito e dolce, coraggioso e illuminato”.

Fonte: ANSA

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