Il papa a Praga: due minuti di applausi per la lectio sulla libertà della ricerca

Lo squillo delle trombe, le toghe del senato accademico, lo sguardo attento degli studenti hanno offerto al papa una tribuna ideale per la sua lectio sulle radici cristiane dell’ Europa e sul servizio alla verità . “Il mondo accademico,ha esordito il papa, sostenendo i valori culturali e spirituali della società e insieme offrendo ad essi il proprio contributo, svolge il prezioso servizio di arricchire il patrimonio intellettuale della nazione e di fortificare le fondamenta del suo futuro sviluppo. I grandi cambiamenti che venti anni fa trasformarono la società ceca furono causati, non da ultimo, dai movimenti di riforma che si originarono nelle università e nei circoli studenteschi. Quella ricerca di libertà ha continuato a guidare il lavoro degli studiosi: la loro diakonia alla verità è indispensabile al benessere di qualsiasi nazione.” Chi parla è stato professore attento alla libertà accedemica ed ora è papa, voce autorevole per la riflessione etica dell’ umanità, ha ricordato Benedetto XVI, ed ha aggiunto: “L’autonomia propria di una università, anzi di qualsiasi istituzione scolastica, trova significato nella capacità di rendersi responsabile di fronte alla verità.”

La ricerca della verità attraverso la istruzione, che non è mero accumulo di conoscenze e abilità, e formazione ad una vita virtuosa, ha detto il papa. Seguendo l’ esempio delle grandi università medioevali oggi deve essere riguadagnata l’ idea di una formazione integrale “basata sull’unità della conoscenza radicata nella verità. Ciò può contrastare la tendenza, così evidente nella società contemporanea, verso la frammentazione del sapere. Con la massiccia crescita dell’informazione e della tecnologia nasce la tentazione di separare la ragione dalla ricerca della verità. La ragione però, una volta separata dal fondamentale orientamento umano verso la verità, comincia a perdere la propria direzione. Essa finisce per inaridire o sotto la parvenza di modestia, quando si accontenta di ciò che è puramente parziale o provvisorio, oppure sotto l’apparenza di certezza, quando impone la resa alle richieste di quanti danno in maniera indiscriminata uguale valore praticamente a tutto. Il relativismo che ne deriva genera un camuffamento, dietro cui possono nascondersi nuove minacce all’autonomia delle istituzioni accademiche.” Il papa parla dl futuro culturale di un continente che ieri ha chiamato “ casa”. E se la gente di Praga è sembrata un po’ distante il mondo della cultura invece ha tributato un lunghissimo applauso al papa che ha dato le ragioni della necessità del cristianesimo in Europa.

Passata l’ingerenza del totalitarismo politico “di frequente oggi nel mondo l’esercizio della ragione e la ricerca accademica sono costretti – in maniera sottile e a volte nemmeno tanto sottile – a piegarsi alle pressioni di gruppi di interesse ideologici e al richiamo di obiettivi utilitaristici a breve termine o solo pragmatici” dice il papa e si chiede: “ Cosa potrà accadere se la nostra cultura dovesse costruire se stessa solamente su argomenti alla moda, con scarso riferimento ad una tradizione intellettuale storica genuina o sulle convinzioni che vengono promosse facendo molto rumore e che sono fortemente finanziate? Cosa potrà accadere se, nell’ansia di mantenere una secolarizzazione radicale, finisse per separarsi dalle radici che le danno vita? Le nostre società non diventeranno più ragionevoli o tolleranti o duttili, ma saranno piuttosto più fragili e meno inclusive, e dovranno faticare sempre di più per riconoscere quello che è vero, nobile e buono.” Per questo il papa incoraggia i giovani a seguire ideali alti e ad usare la scienza anche come “antidoto efficace agli atteggiamenti di ripiegamento su se stessi, di disimpegno e persino di alienazione che talvolta si trovano nelle nostre società del benessere” La relazione scienza- fede che Giovanni Paolo II proponeva nella Fides et ratio deve contrastare la visione positivista che esclude il divino dall’universalità della ragione, contrastando di fatto il dialogo tra culture.

E il papa ha concluso: “Una comprensione della ragione sorda al divino, che relega le religioni nel regno delle subculture, è incapace di entrare in quel dialogo delle culture di cui il nostro mondo ha così urgente bisogno. Alla fine, la “fedeltà all’uomo esige la fedeltà alla verità che, sola, è garanzia di libertà” (Caritas in veritate, 9). Questa fiducia nella capacità umana di cercare la verità, di trovare la verità e di vivere secondo la verità portò alla fondazione delle grandi università europee. Certamente noi dobbiamo riaffermare questo oggi per donare al mondo intellettuale il coraggio necessario per lo sviluppo di un futuro di autentico benessere, un futuro veramente degno dell’uomo”. Domani mattina con la messa aStara Boleslav nel luogo e nel giorno del martirio di San Venceslao, patrono della Cechia, il papa conclude il suo viaggio e saluta i giovani.

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