Papa Francesco ai vescovi metropoliti: Dio è fedele e noi?

“Il Signore ci libera da ogni paura e da ogni catena, affinché possiamo essere veramente liberi.”  Parte da qui la riflessione del Papa per la solennità dei Santi Pietro e Paolo, omelia rivolta ai vescovo che oggi hanno ricevuto il pallio dalle mani del Pontefice, segno di un legame speciale con Pietro.

Parla dei “rifugi pastorali” il Papa, delle paure di cui si devono liberare i vescovi: “ Cerchiamo forse l’appoggio di quelli che hanno potere in questo mondo? O ci lasciamo ingannare dall’orgoglio che cerca gratificazioni e riconoscimenti, e lì ci sembra di stare sicuri? Dove poniamo la nostra sicurezza?”

La risposta Papa Francesco la trova nelle parole con le quali Pietro, con il cuore ancora oppresso per averlo rinnegato, risponde a Gesù che per tre volte gli chiede: “mi vuoi bene?”.

Perchè “Pietro ha sperimentato che la fedeltà di Dio è più grande delle nostre infedeltà e più forte dei nostri rinnegamenti. Si rende conto che la fedeltà del Signore allontana le nostre paure e supera ogni umana immaginazione.”

Pietro ci chiede di fidarci di Gesù  “che “conosce tutto” di noi, confidando non sulla nostra capacità di essergli fedeli, quanto sulla sua incrollabile fedeltà. Gesù non ci abbandona mai, perché non può rinnegare se stesso (cfr 2 Tm 2,13). La fedeltà che Dio incessantemente conferma anche a noi Pastori, al di là dei nostri meriti, è la fonte della nostra fiducia e della nostra pace. La fedeltà del Signore nei nostri confronti tiene sempre acceso in noi il desiderio di servirlo e di servire i fratelli nella carità.”

E c’è poi quel “seguimi” che sconfigge “la tentazione della curiosità, dell’invidia, come quando, vedendo Giovanni lì vicino, chiede a Gesù: «Signore, che cosa sarà di lui?» (Gv 21,21). Ma Gesù gli risponde: «A te che importa? Tu seguimi» (Gv 21,22).”

Ecco allora il messaggio per tutti i vescovi: “Il Signore oggi ripete a me, a voi, e a tutti i Pastori: Seguimi! Non perdere tempo in domande o in chiacchiere inutili; non soffermarti sulle cose secondarie, ma guarda all’essenziale e seguimi. Seguimi nonostante le difficoltà. Seguimi nella predicazione del Vangelo. Seguimi nella testimonianza di una vita corrispondente al dono di grazia del Battesimo e dell’Ordinazione. Seguimi nel parlare di me a coloro con i quali vivi, giorno dopo giorno, nella fatica del lavoro, del dialogo e dell’amicizia. Seguimi nell’annuncio del Vangelo a tutti, specialmente agli ultimi, perché a nessuno manchi la Parola di vita, che libera da ogni paura e dona la fiducia nella fedeltà di Dio.”

Alla celebrazione era presente la Delegazione del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, guidata dal Metropolita di Pergamo Ioannis (Zizioulas), co-presidente della Commissione mista internazionale per il dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa, il quale è accompagnato dall’Arcivescovo di Telmissos Job e dall’Arcidiacono patriarcale John Chryssavgis. 24 i nuovi Arcivescovi Metropoliti che hanno ricevuto il Pallio. Ad altri tre – gli Arcivescovi di Lilongwe (Malawi), Mandalay (Myanmar) e Freiburg im Breisgau (Germania) – il sacro Pallio verrà consegnato nelle loro Sedi Metropolitane. Il Papa ha scelto di indossare il pallio comune dei vescovi con le croci nere, e non quello specifico del Pontefice con le croci rosse. Francesco ha indossato l’ Anello del Pescatore.

 

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