Il papa a Brno: la speranza di riconquistare la vera libertà

E’ la speranza la chiave di lettura che il papa presenta ai quasi cento mila fedeli nella grande spianata dell’ aeroporto di Brno. La messa per la comunità cattolica riunisce i cechi ,gli slovacchi i polacchi gli austriaci e i tedeschi. A tutti il papa si rivolge dopo la preghiera dell’ angelus nelle rispettive lingue ma in italiano , nella omelia della messa, parlando di speranza. “L’ho condivisa pensando sia al popolo di questo caro Paese, sia all’Europa e all’umanità intera, che è assetata di qualcosa su cui poggiare saldamente il proprio avvenire”, dice.


Poi ancora una volta una riflessione che va oltre la storia e la fede. “L’esperienza della storia mostra a quali assurdità giunge l’uomo quando esclude Dio dall’orizzonte delle sue scelte e delle sue azioni, e come non è facile costruire una società ispirata ai valori del bene, della giustizia e della fraternità, perché l’essere umano è libero e la sua libertà permane fragile.

La libertà va allora costantemente riconquistata per il bene e la non facile ricerca dei “retti ordinamenti per le cose umane” è un compito che appartiene a tutte le generazioni Ecco perché, cari amici, noi siamo qui prima di tutto in ascolto, in ascolto di una parola che ci indichi la strada che conduce alla speranza; anzi, siamo in ascolto della Parola che sola può darci speranza solida, perché è Parola di Dio.” Un insegnamento che vale per tutte le nazioni dove la situazione culturale è una sfida radicale per la fede. “In effetti, sia la fede che la speranza, nell’epoca moderna, hanno subito come uno “spostamento”, perché sono state relegate sul piano privato e ultraterreno, mentre nella vita concreta e pubblica si è affermata la fiducia nel progresso scientifico ed economico Conosciamo tutti che questo progresso è ambiguo: apre possibilità di bene insieme a prospettive negative. Gli sviluppi tecnici ed il miglioramento delle strutture sociali sono importanti e certamente necessari, ma non bastano a garantire il benessere morale della società. L’uomo ha bisogno di essere liberato dalle oppressioni materiali, ma deve essere salvato, e più profondamente, dai mali che affliggono lo spirito.

E chi può salvarlo se non Dio, che è Amore e ha rivelato il suo volto di Padre onnipotente e misericordioso in Gesù Cristo? La nostra salda speranza è dunque Cristo: in Lui, Dio ci ha amato fino all’estremo e ci ha dato la vita in abbondanza, quella vita che ogni persona, talora persino inconsapevolmente, anela a possedere.” La celebrazione si è conclusa con la recita dell’ Angelus e con una riflessione dedicata dal papa alle tradizioni popolari troppo spesso abbandonate “A volte si costata, con una certa nostalgia, che il ritmo della vita moderna tende a cancellare alcune tracce di un passato ricco di fede. E’ importante invece non perdere di vista l’ideale che le usanze tradizionali esprimevano, e soprattutto va mantenuto il patrimonio spirituale ereditato dai vostri antenati, per custodirlo ed anzi renderlo rispondente alle esigenze dei tempi presenti.” Il papa è poi rientrato a Praga dove ha pranzato in nunziatura con il seguito.

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