Il papa a Praga: la Chiesa non chiede privilegi

La Chiesa non domanda privilegi, ma di poter operare liberamente al servizio di tutti. Le parole del papa risuonano con solennità nella antica cattedrale di Praga. C’è la comunità cattolica ad accogliere il papa, e Benedetto entrando venera, inginocchiandosi per alcuni minuti, le reliquie di San Venceslao, patrono della Repubblica ceca. “Le vostre comunità cristiane- dice nella omelia della celebrazione del vespro- dopo il lungo inverno della dittatura comunista, 20 anni fa hanno ripreso ad esprimersi liberamente quando il vostro popolo, con gli eventi avviati dalla manifestazione studentesca del 17 novembre del 1989, ha riacquistato la propria libertà. Voi avvertite però che anche oggi non è facile vivere e testimoniare il Vangelo.

La società reca ancora le ferite causate dall’ideologia atea ed è spesso affascinata dalla moderna mentalità del consumismo edonista, con una pericolosa crisi di valori umani e religiosi e la deriva di un dilagante relativismo etico e culturale. In questo contesto si rende urgente un rinnovato impegno da parte di tutte le componenti ecclesiali per rafforzare i valori spirituali e morali nella vita della società odierna. So che le vostre comunità sono già impegnate su molti fronti, in particolare nell’ambito caritativo con le Caritas. La vostra attività pastorale abbracci con particolare zelo il campo dell’educazione delle nuove generazioni. Le scuole cattoliche promuovano il rispetto dell’uomo; si dedichi attenzione alla pastorale giovanile anche fuori dell’ambito scolastico, senza trascurare le altre categorie di fedeli. Cristo è per tutti! Auspico di cuore una sempre crescente intesa con le altre istituzioni sia pubbliche che private. La Chiesa – è sempre utile ripeterlo – non domanda privilegi, ma solo di poter operare liberamente al servizio di tutti e con spirito evangelico.”

Poco prima di arrivare alla cattedrale il papa aveva incontrato il presidente della Repubblica e assistito ad un breve concerto nella sala Augsburg. Cordialità ma niente di fatto per concordato e accordi sulla restituzione dei beni alla Chiesa. E se puree tra i doni del presidente a Ratzinger c’è uno sgabello per il piano forte, nei colloqui tra il segretario di Stato Tarcisio Bertone e il premier Jan Fischer emergono le distonie. “Abbiamo convenuto – ha spiegato Fisher ai giornalisti dopo l’incontro con Bertone – che per affrontare questo problema occorre aspettare al rilancio economico”. “Il Concordato non ratificato tra la Santa sede e la Repubblica ceca, tuttavia – ha aggiunto il premier – non rappresenta un ostacolo nei rapporti bilaterali e nella comunicazione tra entrambe le parti”.

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