Pro Terra Sancta al meeting di Cor Unum per la pace in Siria

La guerra in Siria è stata al centro della prima giornata del viaggio di Papa Francesco in Terra Santa.  A Betania sabato 24 maggio ha incontrato alcuni rifugiati provenienti dalla Siria, e questo è servito a riportare attenzione su questo conflitto che in tre anni ha causato la morte di oltre 150 mila persone tra cui moltissimi bambini.  La chiusura senza nessun risultato di “Ginevra 2”, la Conferenza internazionale di pace sulla Siria, aveva visto svanire la possibilità di creare corridoi umanitari per portare soccorso alla popolazione.

Oggi si tiene in Vaticano un summit  promosso dal Pontificio Consiglio “Cor Unum” per coordinare il lavoro delle agenzie che si occupano degli aiuti umanitari nel Paese ormai completamene distrutto.  Sono stati invitati 25 organismi cattolici attivi in Siria e nei Paesi limitrofi che lavorano nel contesto della crisi per trovare nuove forme di coordinamento tra di loro e con la Santa Sede.  La riunione servirà per fare un bilancio di quanto fatto finora ed evidenziare criticità e priorità per il futuro, ma anche creare maggiore sinergia tra le varie entità.  Il Cardinale Robert Sarah, presidente di Cor Unum che coordina i lavori, ha iniziato l’incontro. Il Cardinal Pietro Parolin Cardinale, Segretario di Stato ha ringraziato le associazioni per quello che stanno facendo è ha sottolineato l’urgenza dell’assistenza umanitaria “senza distinzione di religione e etnia”. Molte sono le “sfide” –  ha aggiunto – e c’è un grande bisogno di “unità” tra chi sta operando sul territorio.

Monsignor Mario Zenari, Nunzio Apostolico in Siria ha evidenziato la necessità di una soluzione diplomatica e ha ricordato i continui attacchi ai civili e la migrazione di massa spaventosa a cui stiamo assistendo composta in grande percentuale da  profughi cristiani.

Nel pomeriggio è prevista l’udienza con il Santo Padre. Seguiranno gli interventi di Monsignor Antoine Audo, Presidente di Caritas Siria e di Monsignor Giampietro Dal Toso, Segretario di Cor Unum. Infine Joseph Farah, Presidente della Caritas illustrerà la relazione sulle attività svolte dal Centro informazioni di Beirut istituito lo scorso anno per raccogliere e distribuire dati sul lavoro degli organismi cattolici.

All’incontro partecipa Tommaso Saltini Direttore dell’Associazione pro Terra Sancta (Ong della Custodia di Terra Santa) che fin dall’inizio della guerraha aiutato i francescani a sostenere i conventi e le parrocchie che danno da dormire e provvedono ai bisogni primari (cibo, vestiti e medicine) di moltissime famiglie. Sono stati creati 4 centri di accoglienza (Knayen, Yacoubieh, Jser – El Chougour e Jdeideh.) che ospitano circa 200 persone e provvedono alle esigenze di altre 4000 ogni giorno. Ogni mese circa 50 famiglie vengono aiutate a cercare nuove case.

I francescani della Custodia di Terra Santa sono attivi in questa terra da prima che il conflitto iniziasse e proprio per questo riescono ad agire e a dare tutta l’assistenza necessaria.

Associazione Pro Terra Sancta ha già raccolto molto, in questi due anni e mezzo di conflitto grazie alla generosità di tante persone che hanno fatto anche piccole donazioni, ma numerose e importanti. I fondi vengono portati fisicamente in Siria e questa è una garanzia del loro impiego corretto. Sono arrivate offerte perfino dalla Cina e da Singapore. Purtroppo non basta. Il bisogno è enorme e moltissima gente sopravvive solo grazie agli aiuti provenienti dall’esterno.  

 

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