Santi insieme

Nell’ottobre 1962, e precisamente l’8 ottobre, a pochi giorni dall’apertura del Concilio Vaticano II, monsignor Karol Wojtyla, accompagnato dal cardinal Wyszyski, vescovo di Varsavia e primate di Polonia, e da altri vescovi polacchi, è ricevuto in udienza da Giovanni XXIII. E’ il primo incontro dei due futuri pontefici che saranno canonizzati il prossimo 27 aprile. Quell’incontro è raccontato oggi dal giornalista Emanuele Roncalli, pronipote di Giovanni XXIII, nel volume “Santi insieme. Le vite straordinarie di Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII” edito da Cairo e da pochi giorni in libreria.Wojtyla e Roncalli – racconta il giornalista – sono l’uno davanti all’altro. “Il polacco si inginocchia per baciare l’anello al papa. Roncalli lo guarda soavemente. In quel giorno si incontrarono così per la prima volta due successori di Pietro. Un evento straordinario che ha segnato la storia”. Tra le analogie tra i due pontefici Roncalli il giornalista e scrittore racconta la “profonda devozione mariana” e ricorda che nelle foto del primo incontro mentre il cardinale Wyszynski mostra al pontefice un quadro della Vergine che i presuli gli hanno portato in dono si “vedono, tra gli sguardi dei presenti, quelli di Wojtyla e di Giovanni XXIII gli unici che si posino sulla figura della Madonna”.
Da domenica prossima i due pontefici saranno San Giovanni XXIII e san Giovanni Paolo II. Ma la gente continuerà a chiamarli il «Papa Buono» e il «Papa Grande», sottolinea Roncalli nel volume “Giovanni Paolo II raccontato da chi lo ha raccontato” (edizioni Tau) curato da Angela Ambrogetti e Raffaele Iaria. La loro canonizzazione congiunta, fortemente voluta da Papa Francesco, è un “chiaro messaggio al mondo intero e una proiezione di quella Chiesa alla quale si ispira il pontefice argentino”, spiega Roncalli.
“Due Papi, due santi – aggiunge – ma soprattutto due luminose esistenze, due vite lastricate di esempi di bontà, di fratellanza, di pacifica convivenza, di vicinanza agli ultimi. L’iscrizione dei due beati nell’albo dei santi ha creato l’occasione per scandagliare ancora una volta i profili di Angelo Giuseppe Roncalli e Karol Wojtyla, fino a scoprirne analogie singolari, tratti comuni, insoliti e sorprendenti. Per proporre alcune pagine di vita e di storia dei due pontefici e della Chiesa, alle quali ognuno di noi ha preso parte, magari anche solo come spettatore”.
Nel volume Santi Insieme” Roncalli cita un’altra analogia tra i due pontefici: “Corpulento com’era, Giovanni XXIII sembra l’esatto opposto di Wojtyla, il ‘papa globetrotter”, grande camminatore e sciatore. Eppure anche Roncalli, in gioventù, dovette percorrere a piedi parecchie decine di chilometri, non per svago ma per necessità: compiuta la terza elementare, dal suo paese natale, Sotto il Monte, egli si recava un paio di volte alla settimana a lezione di latino dal parroco di Car- vico, percorrendo tre chilometri all’andata e altrettanti al ritorno. Quando poi iniziò a frequentare il Collegio Celana, ogni lunedì mattina doveva coprirne più di dieci, di chilometri, per raggiungere la scuola. Divenuto sacerdote e vescovo, Roncalli – ci dice l’autore del volume – conservò l’abitudine di fare lunghe camminate: quando era nunzio a Parigi passeggiava lungo la Senna, e a Venezia c’è ancora chi ricorda il patriarca camminare per le calli, fermandosi a conversare con i gondolieri. Lo provano anche alcune rare fotografie”.

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