Il papa: la crisi si combatte cambiando stile di vita

Otto nuovi ambasciatori questa mattina hanno presentato le loro credenziali al papa. Mongolia, India, Benin, Nuova Zelanda, Sud Africa, Burkina Faso, Namibia e Norvegia, sono i paesi ai quali il papa ha rivolto le sue riflessioni con una particolare attenzione alla crisi economica e alle vie da intraprendere per superarla. La povertà rappresenta una grave minaccia alla pace, per questo serve un supplemento di impegno comune per superare la crisi economica, ha spiegato il papa. Le ingiustizie suscitano divisioni tra i popoli e li marginalizzano attentando così alla pace. Ecco perché “Questa crisi – è la preoccupazione del Papa – può trasformarsi in una catastrofe umana per gli abitanti di numerosi Paesi fragili.

L’appello del papa è alla solidarietà. “Invoco un supplemento di fraternità e di solidarietà e una generosità globale realmente vissuta”. Questa condivisione, ha aggiunto, “chiede ai Paesi sviluppati di ritrovare il senso della misura e della sobrietà nell’economia e nello stile di vita”. Il Papa non ha poi mancato di parlare del ruolo delle religioni in favore della pace, specie in un periodo in cui vengono “attaccate e screditate”. E ciò, ha detto, anche perché negli ultimi anni alcune nuove forme di violenza si sono appoggiate sfortunatamente al nome di Dio per giustificare le proprie azioni. “Mai nominare il nome di Dio invano”, ha ribadito il Papa ed ha aggiunto: i leader religiosi devono aiutare i credenti a progredire nella santità e ad interpretare le parole divine nella verità. “E’ opportuno – ha affermato – favorire l’emergere di un mondo in cui le religioni e le società possano aprirsi le une alle altre”. Il Papa ha auspicato la creazione di uno spazio che renda il dialogo positivo e necessario. Infine, ha assicurato, che la Chiesa cattolica desidera, attraverso il suo contributo, dare una visione positiva dell’avvenire dell’umanità.

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