Papa Francesco, i giovani e la povertà del peccato

“Anche questa è una povertà: la povertà del peccato.” Papa Francesco lo dice ai giovani fiamminghi che, accompagnati dal vescovo di Gent, lo sono andati a trovare in Vaticano. Le domande sono quelle che ti aspetti da giovani di un paese ricco e secolarizzato.

Si parla delle inquietudini giovanili, il Papa parla del lavoro che da dignità, racconta come prega, dice che ha sbagliato tanto ma non gli dispiace perchè con umiltà dagli errori si impara, parla della cultura dello scarto, quella cultura che rifiuta bambini e anziani, che dimentica Dio e a messo l’uomo al centro della storia e del mondo. Sono i temi che il Papa ama. Insieme a quello che più di ogni altro segna il suo pontificato: la povertà. E non solo quella materiale. Ma quella che crea il peccato.  Ma sbagliare nella lingua della Chiesa significa peccare, allontanarsi da Dio, dimenticare l’amore assoluto di Dio per l’uomo, per ogni uomo, anche per quello che pensa che Dio non ci sia.

Ma allora come andare incontro a Dio? Il Papa risponde con due domande: dove è Dio e dove è l’uomo? Quando l’uomo trova se stesso, cerca Dio. Francesco parla dei suoi errori e quindi del suo allontanarsi da Dio ma anche del dialogo con i propri errori, “ la cosa importante è che ti aiutano a diventare un po’ più umile, e l’umiltà fa tanto bene” spiega ai giovani. E bisogna farlo senza paura, perché la paura ci allontana da Dio, e da noi stessi, invece, dice il Papa “dobbiamo conoscere noi stessi, tutti: ognuno deve conoscere se stesso e cercare dov’è la zona nella quale noi possiamo sbagliare di più, e di quella zona avere un po’ di paura.” Come dire: abbiate paura del peccato, della lontananza da Dio, ma non lasciatevi bloccare e annientare dalla paura, anzi testimoniate con forza e senza trionfalismi il vostro essere buoni, essere alla ricerca di Dio, il vostro averlo messo al centro della vita dopo aver percorso la via dell’inquietudine. Quindi cercate il vostro tesoro. “ Su quale tesoro risposa il tuo cuore? Perché là sarà la tua vita” dice il Papa ai ragazzi lasciando loro quasi un compito a casa.

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