La spending review di Papa Francesco cerca la sua strada

Il Papa ci teneva che la notizia fosse data subito. Padre Federico Lombardi lo dice ai giornalisti assiepati intorno a lui in Sala Stampa. Si cerca di capire che cosa sia questa “Segreteria per l’Economia” che Francesco ha istituito come dicastero “che avrà autorità su tutte le attività economiche e amministrative all’interno della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano. La Segreteria sarà responsabile, tra le altre cose, per la preparazione di un budget annuale per la Santa Sede e lo Stato Città del Vaticano, nonché la pianificazione finanziaria e le varie funzioni di supporto quali le risorse umane e l’approvvigionamento. La Segreteria sarà inoltre tenuta a redigere il bilancio dettagliato della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano.” É una decisione nata dopo gli incontri della settimana scorsa del C8 e del Consiglio dei 15 cardinali. 

A leggere le prime righe del comunicato che preannuncia il Motu Proprio del Papa viene in mente un’ altra definizione di un dicastero già esistente “preposto all’indirizzo e alla programmazione economica, come pure alla vigilanza e al controllo delle Amministrazioni della Santa Sede o che ad essa fanno capo, quale che sia l’autonomia di cui esse godano”

E’ la Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede il cui statuto è stato rivisto completamente nel 2011. “La Prefettura- si legge nello statuto- in base alle indicazioni del Consiglio dei Cardinali per lo studio dei problemi organizzativi ed economici della Santa Sede: redige il documento di programmazione economica nel quale vengono proposti gli obiettivi che in modo unitario devono essere perseguiti dalle Amministrazioni; propone, periodicamente, i principali parametri macro-economici di riferimento, da utilizzare da parte degli Enti per la redazione dei rispettivi bilanci annuali di previsione.”

Un linguaggio molto asciutto che sembra però descrivere esattamente le stesse funzioni del nuovo dicastero voluto da Papa Francesco.

Qualche differenza a ben vedere c’è. La Segreteria di Stato viene completamente scavalcata. La Segreteria risponde al Papa, direttamente. E al di sopra di essa c’è il nuovo consiglio dei cardinali che invece di avere solo porporati avrà tra i membri 7 laici e sarà composto non solo di cardinali ma anche di vescovi. Il Consiglio per l’ economia ha “il compito di offrire orientamenti sulla gestione economica e di vigilare sulle strutture e sulle attività amministrative e finanziarie dei Dicasteri della Curia Romana, delle Istituzioni collegate con la Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano.”

Insomma strutture in più invece che accorpamenti come ci si aspettava da più parti.  Per ora non ci sono statuti ne organigrammi. Si sa ufficialmente che è il cardinale australiano George Pell il prefetto della Segretaria, e solo ufficiosamente, dovrebbe essere Lucio Angel Vallejo Balda il segretario generale. Vallejo Balda è al momento il segretario della Prefettura degli affari economici e della COSEA la commissione voluta dal Papa in luglio per la revisione economica.

La sensazione di molti è che la decisione sia affrettata e “pasticciata”, forse un modo del Papa di rispondere alla critiche di chi sostiene che in effetti in un anno al di la delle riunioni  dei consigli di fatti se ne siano visti pochi. Per ora poi non ci sono i nomi ne dei 15 del Consiglio ne di altri eventuali membri della Segreteria, visto che appunto manca lo statuto.

C’è poi un problema immediato di bilancio in Vaticano. Si dice che le agenzie esterne chiamate per essere consulenti economico finanziarie costino moltissimo. Solo per l’operato di Promontory, che doveva finire il suo compito a dicembre e invece lavora ancora, si parla di dieci milioni di euro o forse più. Li dovrà pagare lo IOR togliendoli di fatto ai provento che ogni anno il presidente porta direttamente al Papa che ne ha completa disponibilità. Al momento nessuna decisione riguarda lo IOR che, dice Padre Lombardi: “continua ad essere oggetto di studio e di riflessione, ma non è toccato adesso da questa riorganizzazione, che ha un orizzonte molto più ampio e che riguarda le dimensioni economiche e amministrative della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano nel loro insieme.”

Il malumore però, sopratutto tra i laici, cresce perchè oltre al blocco delle assunzione, tranne casi speciali, si aggiunge anche la notizia che chi era assunto ma ancora nell’anno di prova non si vedrà confermare il contratto.

I cardinali invece, anche a quelli appena creati, hanno 100 litri di benzina gratis ogni anno e lo sconto del 20 per cento sugli acquisti nei negozi del Governatorato. In compenso cardinali, vescovi e monsignori della Curia romana dovranno pagarsi vitto e alloggio per la settimana di esercizi spirituali che il Papa ha deciso di fare ad Ariccia nella casa Divin Maestro dei paolini. Gli esercizi si svolgevano ogni anno in Vaticano a “costo zero”.

La spending review di Papa Francesco sta ancora cercando la strada giusta. Per questo forse nel Motu Proprio il Papa ha deciso che la Segreteria per l’economia si occupi delle “politiche e le procedure relative agli acquisti e all’adeguata allocazione delle risorse umane”?

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