Papa Francesco ai neocatecumenali: per la comunione rinunciate a qualche dettaglio

Aula Paolo VI stracolma per l’incontro del Papa con il Cammino Neocatecumenale questa mattina. Francesco ha benedetto le 40 nuove missioni ad gentes composta da un centinaio di famiglie. Questa è la prima volta, che il Papa riceve  in udienza migliaia di persone appartenenti a questa iniziazione cristiana di adulti che la Santa Sede ha approvata nel 2008. Lo scorso 9 settembre, il Papa aveva già ricevuto in udienza privata, nel Palazzo Apostolico, i suoi iniziatori e responsabili,Kiko Argüello, Carmen Hernández e Padre Mario Pezzi. Il Papa ringrazia per la gioia della fede, saluta i tantissimi bambini, ringrazia per la generosità, ma fa anche delle raccomandazioni precise in nome “ della Santa Madre Chiesa gerarchica come diceva Sant’Ignazio di Loyola.” E dice:  “La prima è quella di avere la massima cura per costruire e conservare la comunione all’interno delle Chiese particolari nelle quali andrete ad operare.”

É uno dei punti più discussi da alcuni vescovi che lamentano uno scarso inserimento del Cammino nelle parrocchie. Il Papa spiega che è necessario camminare insieme, “come unico gregge, sotto la guida dei Pastori delle Chiese locali. La comunione è essenziale: a volte può essere meglio rinunciare a vivere in tutti i dettagli ciò che il vostro itinerario esigerebbe, pur di garantire l’unità tra i fratelli che formano l’unica comunità ecclesiale, della quale dovete sempre sentirvi parte.”

Altra indicazione: “Il Signore sempre ci precede! Anche nei posti più lontani, anche nelle culture più diverse, Dio sparge dovunque i semi del suo Verbo.”  Questo dice il Papa, rende necessario un inserimento nella cultura locale: “Molti di voi faranno la fatica di imparare la lingua locale, a volte difficile, e questo sforzo è apprezzabile. Tanto più importante sarà il vostro impegno ad “imparare” le culture che incontrerete, sapendo riconoscere il bisogno di Vangelo che è presente ovunque, ma anche quell’azione che lo Spirito Santo ha compiuto nella vita e nella storia di ogni popolo.”

L’esortazione finale è ad “avere cura con amore gli uni degli altri, in particolar modo dei più deboli. Il Cammino Neocatecumenale, in quanto itinerario di scoperta del proprio Battesimo, è una strada esigente, lungo la quale un fratello o una sorella possono trovare delle difficoltà impreviste. In questi casi l’esercizio della pazienza e della misericordia da parte della comunità è segno di maturità nella fede. La libertà di ciascuno non deve essere forzata, e si deve rispettare anche la eventuale scelta di chi decidesse di cercare, fuori dal Cammino, altre forme di vita cristiana che lo aiutino a crescere nella risposta alla chiamata del Signore.”  E anche in questo caso si parla spesso del tentativo di legare un po’ troppo gli aderenti.

Tre punti che spesso ritornano nelle critiche a questo movimento i cui statuti sono stato approvati definitivamente da Benedetto XVI nel 2008 dopo un lungo percorso, e che non ha le simpatie di molte Chiese locali che lo vedono come “distaccato” ed esterno.

Il Cammino ha portato grandi frutti alla Chiesa cattolica, ma resta sempre “difficile” da capire per molte comunità locali.

L’incoraggiamento del Papa è a “portare dovunque, anche negli ambienti più scristianizzati, specialmente nelle periferie esistenziali, il Vangelo di Gesù Cristo. Evangelizzate con amore, portate a tutti l’amore di Dio. Dite a quanti incontrerete sulle strade della vostra missione che Dio ama l’uomo così com’è, anche con i suoi limiti, con i suoi sbagli, con i suoi peccati. E per questo ha inviato suo figlio perchè prendesse i nostri peccati su di sè. Siate messaggeri e testimoni dell’infinita bontà e dell’inesauribile misericordia del Padre.”

L’affidamento è a Maria “affinché – dice il Papa- ispiri e sostenga sempre il vostro apostolato. Alla scuola di questa tenera Madre siate missionari zelanti e gioiosi.”
“La missio ad gentes- spiegano dal Cammino Neocatecumenale- risponde alla richiesta dei vescovi che, preoccupati per coloro che sono lontani e che non conoscono Cristo, hanno fede nella testimonianza delle famiglie cristiane, le quali hanno la missione di mostrare il mistero della Santissima Trinità in perfetta unità.
Per questo, il vescovo erige mediante un decreto (Canone 516, paragrafo 2) una missio ad gentes, affidando ad un presbitero e a tre o quattro famiglie con numerosi figli, la missione ai gentili. I presbiteri riceveranno dal vescovo la missio canonica con la facoltà di amministrare i sacramenti, e in particolar modo, quello dell’iniziazione cristiana ai lontani. Inoltre, i vescovi avranno un accordo con gli iniziatori del Cammino in relazione alle famiglie. Ogni missio è composta da quattro famiglie, un sacerdote, un “socio” che lo accompagna (un laico o un seminarista), una sorella anziana in aiuto e tre giovani sorelle le quali, senza prendere i voti, collaborano alla missione.”
Questa mattina tra i cardinali e vescovi presenti  Agostino Vallini, Vicario per la diocesi di Roma

Fernando Filoni, Prefetto di Propaganda Fidei Antonio Cañizares Llovera, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti Stanislaw Rylko, Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici Antonio María Rouco Varela, arcivescovo di Madrid e Presidente della Conferenza Episcopale Spagnola Christoph Schönborn, arcivescovo di Vienna Stanislaw Dziwisz, arcivescovo di Cracovia Paolo Romeo, arcivescovo Palermo e gli Emeriti Salvatore di Giorgi, Josef Cordes e il cardenale James Stafford, e tra gli altri Gualtiero Bassetti presto cardinale.

E molti vescovi che vengono dal cammino neocatecumenale, ma non solo. Dalla curia era presente Juan Ignacio Arrieta Ochoa de Chinchetru, del Pontificio consglio dei testi legislativi e menbro della commissione per lo IOR ( l’Opus Dei ci sostiene dice Kiko salutandolo all’inizio dell’incontro). Diversi i vescovi che hanno chiesto seminari e missioni.

Come già fatto da  Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, Papa Francesco ha inviato nuove famiglie missionarie a evangelizzare in tutto il mondo, soprattutto in Asia. 414 famiglie in missione, delle quali 174 faranno parte delle 40 nuove missio ad gentes che verranno aggiunte alle 52 già esistenti. All’udienza partecipano i 900 figli di tutte le famiglie presenti.

Durante l’incontro con il Papa sono stati presentati i rettori dei 100 seminari missionari Redemptoris Mater presenti in tutto il mondo, i presbiteri formati nei seminari d’Europa e i seminaristi che vi si stanno attualmente formando e le equipe dei catechisti – itineranti internazionali del Cammino, così come i responsabili delle prime comunità della Spagna e dell’Italia e una rappresentazione delle comunità delle diverse parrocchie in Europa.

Il Cammino è presente in 124 nazioni dei cinque continenti, in 1.479 diocesi con 20.432 comunità presenti in 6.272 parrocchie, 100 Seminari diocesani missionari Redemptoris Mater.

2.300 seminaristi diocesani che fanno parte di questa iniziazione cristiana e che si preparano al presbiterato. 1.880 presbiteri diocesani ordinati in questi seminari. Più di 1.000 famiglie in missione distribuite in 93 paesi. 92 missio ad gentes.

 

 

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