Il papa all’Angelus ringrazia l’Africa per la festa della fede vissuta nel suo viaggio

Il papa ringrazia per il viaggio in Africa e manifesta “l’emozione profonda” provata nell’ incontro con le comunità cattoliche e le popolazioni del Camerun e dell’Angola. Nell’ appuntamento di mezzogiorno in Piazza San Pietro per l’ Angelus il papa dice grazie ai !numerosi africani che vivono a Roma, tra cui molti studenti, qui accompagnati da Mons. Robert Sarah, Segretario della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli. Carissimi, avete voluto venire a manifestare gioia e riconoscenza per il mio viaggio apostolico in Africa. Vi ringrazio di cuore. Prego per voi, per le vostre famiglie e per i vostri Paesi di origine. Grazie!”

Nella prima parte della preghiera il papa ha ricordato due aspetti della gente d’ Africa: “Il primo è la gioia visibile nei volti della gente, la gioia di sentirsi parte dell’unica famiglia di Dio, e ringrazio il Signore per aver potuto condividere con le moltitudini di questi nostri fratelli e sorelle momenti di festa semplice, corale e piena di fede. Il secondo aspetto è proprio il forte senso del sacro che si respirava nelle celebrazioni liturgiche, caratteristica questa comune a tutti i popoli africani ed emersa, potrei dire, in ogni momento della mia permanenza tra quelle care popolazioni. La visita mi ha permesso di vedere e comprendere meglio la realtà della Chiesa in Africa nella varietà delle sue esperienze e delle sfide che si trova ad affrontare in questo tempo.”
Per questo il pensiero di Benedetto XVI è andato alle sfide che segnano il cammino della Chiesa nel continente africano, e , leggendo il Vangelo di oggi ha detto: “Ormai non è più l’ora delle parole e dei discorsi; è giunta l’ora decisiva, per la quale il Figlio di Dio è venuto nel mondo, e malgrado la sua anima sia turbata, Egli si rende disponibile a compiere fino in fondo la volontà del Padre. E questa è la volontà di Dio: dare la vita eterna a noi che l’abbiamo perduta.” E’ la festa a della fede vissuta insieme in Africa. “Là dove i missionari, ha detto il papa, come Gesù, hanno dato e continuano a spendere la vita per il Vangelo, si raccolgono frutti abbondanti. A loro desidero rivolgere un particolare pensiero di gratitudine per il bene che fanno. Si tratta di religiose, religiosi, laici e laiche. E’ stato bello per me vedere il frutto del loro amore a Cristo e constatare e la profonda riconoscenza che i cristiani hanno per essi.”

Al termine il papa ha dato appuntamento ai giovani a giovedì prossimo, alle ore 18, in San Pietro per la Santa Messa nel quarto anniversario della morte di Giovanni Paolo II.

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