Società. Anche l’Italia ratifica la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità

La Camera ha dato il via libera definitivo al disegno di legge di ratifica del documento delle Nazioni Unite e del protocollo opzionale siglati a New York nel marzo 2007. Approvata anche l’istituzione di un Osservatorio sulla condizione delle persone con disabilità. La Convenzione non introduce nuovi diritti, ma si prefigge lo scopo di promuovere, proteggere e assicurare alle persone con disabilità il pieno ed eguale godimento del diritto alla vita, alla salute, all’istruzione, al lavoro, ad una vita indipendente, alla mobilità, alla libertà di espressione e in generale alla partecipazione alla vita politica e sociale.

Il disegno di legge di ratifica della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità è stata approvata dalla Camera dei Deputati: al momento del voto erano presenti in Aula 500 deputati: tutti hanno espresso voto favorevole. Il via libera, che segue quello del Senato, è stato dato in via definitiva. Un risultato atteso da due anni, da quando cioè il documento, il primo grande trattato sui diritti umani del ventunesimo secolo, era stato firmato al Palazzo di Vetro il 30 marzo 2007. Insieme alla Convenzione, è stato dato l’ok all’istituzione dell’Osservatorio sulla condizione delle persone con disabilità, al quale è affidato il compito di provvedere alla redazione, entro due anni dalla ratifica e poi ogni quattro anni, di un rapporto dettagliato sulle misure prese per rendere efficaci gli obblighi sanciti dal documento e sui progressi conseguiti al riguardo. L’Osservatorio sarà composto da 40 membri con una dotazione di 500 mila euro. La ratifica diventerà operativa, come da prassi, dopo la firma del presidente della Repubblica e la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale: finora sono 49 gli Stati in tutto il mondo che hanno ratificato il documento Onu, l’Italia potrebbe essere il cinquantesimo. Il nostro paese ha sottoscritto anche il Protocollo opzionale, che è finora stato ratificato da 28 Stati.

La Convenzione è nata per tutelare i diritti di 650 milioni di persone in tutto il mondo e rappresenta di fatto una pietra miliare nel percorso di accettazione, partecipazione e inserimento alla vita sociale e lavorativa dei disabili. Adottata da 192 paesi, firmata da 126 e ratificata da 49, la Convenzione è entrata in vigore entra in vigore il 3 maggio 2008: quattro anni di trattative, scritta insieme alle più grandi associazioni e organizzazioni del settore, colma una lacuna del diritto internazionale e tratteggia nel dettaglio i diritti di cui godono le persone disabili, chiedendo quel cambiamento di atteggiamento da parte della società indispensabile a garantire ad essi il raggiungimento della piena uguaglianza. La Convenzione non introduce nuovi diritti, ma si prefigge lo scopo di promuovere, proteggere e assicurare alle persone con disabilità il pieno ed eguale godimento del diritto alla vita, alla salute, all’istruzione, al lavoro, ad una vita indipendente, alla mobilità, alla libertà di espressione e in generale alla partecipazione alla vita politica e sociale. La Convenzione, come noto, non è stata firmata dalla Santa Sede, che – pur condividendo la quasi totalità del testo – non ha sufficienti le rassicurazioni in tema di rifiuto dell’aborto.

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