Finanze vaticane, la Santa Sede promossa in Europa

Quattro risultati chiave a livello legislativo, tre a livello operativo. Al termine del primo giorno di plenaria di MONEYVAL, il comitato di esperti anti-riciclaggio del Consiglio d’Europa, il progress report sulla Santa Sede/Stato di Città del Vaticano viene adottato. Sarà pubblicato giovedì sul sito del comitato, ma già da lunedì sera la Santa Sede ha diffuso un comunicato in cui si esprimeva soddisfazione per il risultato e si elencavano i sette punti chiave riconosciuti dai valutatori.

“L’adozione del Progress Report conferma gli importanti sforzi intrapresi dalla Santa Sede e dallo Stato della Città del Vaticano per rafforzare il quadro dei loro strumenti legali e istituzionali” ha affermato Mons. Antoine Camilleri, Sottosegretario per i Rapporti con gli Stati, Capo della Delegazione della Santa Sede / Stato della Città del Vaticano alla Plenaria di MONEYVAL.

Qualche “gola profonda” ha fatto notare alla Reuters che il rapporto è “molto positivo”, ma che chiederebbe anche “ispezioni formali” dell’Autorità di Informazione Finanziaria sull’Istituto per le Opere di Religione e l’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica.

La questione delle ispezioni era segnalata già nel rapporto di MONEYVAL sulla Santa Sede/Stato di Città del Vaticano pubblicato il 12 luglio 2012. Al punto 47, si faceva notare come l’Autorità di Informazione Finanziaria avesse “il potere di mettere in atto ispezioni e di imporre sanzioni pecuniare amministrative”, anche se la legge al tempo “limitava la supervisione al monitoraggio e verifica di alcune attività”.

Ma dal luglio 2012 sono stati fatti molti passi avanti, e quello che si può presumere è che, se davvero nel progress report sarà contenuta una richiesta a ispezioni formali, questa è da leggere soprattutto come un incoraggiamento ad andare avanti nel lavoro svolto.

In quest’ultimo anno e mezzo, il quadro legislativo è stato rafforzato. Quattro le tappe che hanno migliorato la normativa  antiriciclaggio della Santa Sede. Il 14 dicembre 2012, due modifiche alla legge antiriciclaggio consentivano all’Aif di firmare autonomamente protocolli di intesa con Autorità analoghe, senza chiedere il nulla osta della Segreteria di Stato.

Quindi, il motu proprio sulle legge in materia penale del luglio 2013 nel quale, tra le altre cose  – si legge nel comunicato della Sala Stampa della Santa Sede – “è stato adottato un approccio moderno per la confisca, il congelamento dei beni e il sequestro”. Non solo,  il Motu Proprio “ha esteso la giurisdizione del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano sugli atti criminosi – compreso il finanziamento del terrorismo e il riciclaggio di denaro – commessi da pubblici ufficiali della Santa Sede nel contesto dell’esercizio delle loro funzioni anche fuori del territorio dello Stato Vaticano. Inoltre, con la Legge N. X della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano è stato creato il quadro giuridico per l’applicazione di sanzioni per reati amministrativi”.

Poi, c’è stato il Motu Proprio di Papa Francesco dell’8 agosto, con il quale veniva istituito il Comitato di Sicurezza Finanziaria della Santa Sede per coordinare gli sforzi delle autorità vaticane in tema antiriciclaggio, e allo stesso tempo veniva dotato l’Aif del potere di vigilanza prudenziale. Contestualmente, un decreto legge poi confermato l’8 ottobre 2013 che aveva introdotto un sistema di norme “ampiamente comprensivo, in accordo con gli standard internazionali per la lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo”.

Infine, la riforma dello statuto dell’Autorità di Informazione Finanziaria stessa, che chiarisce responsabilità e compiti dei suoi organi, rafforzando ulteriormente il ruolo dell’autorità stessa.

Si è trattato di un percorso lungo di riforma, iniziato a novembre del 2011, dopo la prima on site visit dei valutatori di MONEYVAL che avevano rilevato diverse criticità sulla legge antiriciclaggio vaticana prima versione. La Santa Sede ha cominciato allora un percorso di miglioramento, che ha portato alla stesura di una nuova legge antiriciclaggio, entrata in vigore il 25 gennaio 2013. Fu questa nuova legge, e il riconoscimento del percorso che veniva intrapreso, a fare sì che la Santa Sede ottenesse un rapporto generalmente positivo alla plenaria di MONEYVAL del luglio 2012.

Il rapporto MONEYVAL prendeva atto che c’era già stata una revisione preliminare del database dei conti IOR (definito erroneamente la “Banca Vaticana”), e addirittura sottolineava come lo IOR sorpassasse in molti casi i criteri richiesti dalla legge. Una revisione del database conclusa alla fine del 2012. Durante questa plenaria, i valutatori europei hanno preso atto anche di un ulteriore controllo approfondito (in depth audit) portato avanti dal nuovo  corso dell’IOR, che ha anche modificato dal 4 luglio scorso, su decisione del Consiglio di Sovrintendenza, le categorie dei clienti che possono accedere ai suoi servizi.

Per quanto riguarda l’Autorità di Informazione Finanziaria, i valutatori ne hanno apprezzato il rafforzamento legislativo, e notato i progressi costanti in tema di cooperazione internazionale. L’AIF è stata ammessa nell’Egmont Group nel luglio del 2013 e negli ultimi mesi ha firmato Protocolli d’Intesa con Belgio, Spagna, USA, Italia, Slovenia, Paesi Bassi e ultimamente con la Germania. Non solo: la pubblicazione del primo rapporto annuale dell’Autorità ha dimostrato un sistema di segnalazione delle transazioni che ha cominciato a funzionare (la segnalazione delle transazioni sospette è aumentato nell’ultimo anno, e sono già state attivate procedure di congelamento) mentre è già stato attivato un costante scambio di informazione con altre Unità di Informazione Finanziaria

È un quadro generale profondamente migliorato. Se già nel rapporto di luglio, MONEYVAL poteva dire che “le autorità della Santa Sede/Stato di Città del Vaticano hanno fatto una lunga strada in un piccolissimo lasso di tempo” (punto 10), si può ora notare che nessuno Stato ha migliorato il suo sistema finanziario in così poco tempo. Un sistema profondamente rinnovato, tanto che la Santa Sede ha chiesto a MONEYVAL di presentare il rapporto su un range di raccomandazioni antiriciclaggio superiore a quanto richiesto dalla procedura.

L’adozione del progress report non aumenta la valutazione generale della Santa Sede, ma rappresenta un segnale importante. Al numero 41 del regolamento di MONEYVAL, si legge che la plenaria adotta il rapporto solo se è soddisfatta dei risultati, e una volta adottat, il “progress report dovrebbe normalmente essere soggetto di un aggiornamento ogni due anni tra visite di valutazione, sebbene la plenaria possa decidere di fissare una scadenza più prevede per la presentazione di un aggiornamento”. Diverso invece sarebbe se il rapporto non venisse adottato, perché in quel caso “il presidente della plenaria” chiederebbe al Paese membro di sottomettersi di nuovo alla valutazione di un progress report alla sessione successiva.

Ovviamente, il lungo percorso della Santa Sede non è terminato. Cambiano le tecniche di riciclaggio, e cambiano continuamente raccomandazioni e normative. Afferma mons. Cammilleri: “La Santa Sede è pienamente impegnata per continuare a migliorare un’efficace implementazione di tutte le misure necessarie per edificare un sistema ben funzionante e coerente al fine di prevenire e combattere i crimini finanziari”. L’impegno della Santa Sede è chiaramente quello di stare nel concerto degli Stati e di portare avanti un percorso trasparente di cooperazione internazionale. La Santa Sede è ormai uno Stato moderno, con una mentalità internazionale, fuori dall’idea di rapporti privilegiati bilaterali e con forte vocazione internazionale.

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